CULTURA

Eremo di San Donato

Un luogo di silenzio e ritiro tra i boschi che sovrastano l'abitato di Ronchena e Lentiai

Immerso tra i silenziosi boschi che sovrastano l’abitato di Ronchena e Lentiai, l’Eremo e la chiesetta di san Donato celano al loro interno antichi affreschi e spazi dove far riflettere e riposare l’animo. La quiete che si respira in questo luogo è tangibile, tanto durante la verde stagione estiva, quanto durante l’indorarsi dei colori autunnali o il brinoso inverno.


La prima attestazione di questo edificio risale al 1529, anche se forse può risalire all’epoca longobarda.
E’ dedicato a San Donato, vescovo e martire di Arezzo, che subì il martirio il 7 agosto del 362.

L’edificio si presenta con tetto a capanna, campaniletto a vela, a unica navata. All’interno, gli elementi più antichi possono risalire probabilmente al XV secolo, come si può vedere nella teoria di santi e nelle croci della consacrazione.
La sequenza dei Santi vede innanzitutto San Vittore, seguito da Sant’Antonio Abate, la Madonna con in braccio suo figlio Gesù, San Donato raffigurato come vescovo in abiti pontificali, e in ultimo un anziano San Pietro con le chiavi in mano.
Nel presbiterio, sulla parete di fondo e sulla parete destra, si notano due affreschi riferibili al XVII secolo. Il primo potrebbe essere San Bernardo di Chiaravalle oppure Sant’Alberto degli abati. Sulla parete destra, potrebbe essere Sant’Antonio da Padova, ma anche Sant’Agostino, raffigurato come semplice monaco agostiniano.


In controfacciata si trova lo stemma del Vescovo di Ceneda Marcantonio Agazzi.
L’altare maggiore è in legno scolpito, dipinto, dorato. La cornice racchiude una tela di autore ignoto della fine del XVII secolo con la raffigurazione della Madonna con il Bambino in trono e i Santi Donato e Bartolomeo.
Nella parete destra si trova la copia del quadro di Luigi Cima, donata dal pittore Toni Piccolotto nel 1961, raffigurante la Madonna di Caravaggio.


Dalla chiesa si può accedere all’eremo, in cui dalla fine del XVII secolo alla metà del XVIII secolo è attestata la presenza degli eremiti. Per un lungo periodo furono eremiti dell’Ordine di Sant’Agostino e in seguito del Terz’Ordine Francescano.

All’interno dell’Eremo di San Donato, gli spazi restaurati sono fruibili. In particolare al piano terra si trova una cucina con lavello e acqua potabile, gas e tutto il necessario per un semplice pasto. Al piano superiore sono stati ricavati un piccolo studio, una camera con letto matrimoniale e un angolo bagno completo di doccia con acqua calda.


Per chi si trovasse di passaggio e fosse interessato al pernotto può contattare le sorelle Burlon ai numeri presenti nella sezione contatti.

INFORMAZIONI

  • Referente: Burlon Romina e Maria
  • Telefono: Romina: 3478808431 e Maria: 3382755231

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