CULTURA

Chiesa di San Giacomo a Colderù e sentiero dei capitelli affrescati

Un gioiello dedicato a San Giacomo da raggiungere attraverso un sentiero affiancato da capitelli affrescati

Sull’antico tracciato che collega Lentiai alla frazione di Colderù, nel 1995 fu realizzato il “Sentiero dei Capitelli Affrescati”. Lungo gli 800 metri di sentiero, si trovano dieci capitelli in cui gli artisti hanno raffigurato i santi patroni delle frazioni limitrofe ed alcune attività e tradizioni del territorio.

Le rappresentazioni sono, nell’ordine,
• San Giacomo, protettore dei pellegrini e patrono di Colderù (Cesco Magnolato)
• San Donato, protettore dei pastori e delle greggi, cui è dedicata la chiesa di San Donato (Riccardo Schweitzeer)
• Santa Giuliana, con la palma del martirio, patrona di Canai (Lino Dinetto)
• San Gervasio, affiancato da una donna che tesse il telaio (Gianni Longinotti)
• Santa Apollonia, protettrice dei sofferenti per il mal di denti e patrona di Marziai (Luigi Rincicotti)
• San Tommaso Apostolo, con gli attrezzi da carpentiere, patrono di Ronchena (Vico Calabrò)
• San Michele con il drago ai suoi piedi, patrono di Stabie (Paolo Meneghesso)
• San Bernardo di Chiaravalle, patrono di Cesana, raffigurato tra i libri, con la Vergine alle spalle e lo sfondo del Piave (Gina Roma)
• San Sebastiano, protettore dei sofferenti e patrono di Boschi (Domenico Boscolo Natta)
• San Bartolomeo, protettore di pastori e pellai, patrono di Villapiana (Vittorio Basaglia)

Vi sono inoltre due capitelli più antichi, uno a semplice pianta rettangolare che contiene una formella in ceramica, ed un altro più ricco e decorato, probabilmente dedicato alla Sacra Famiglia.

 

Alla fine del sentiero che si snoda tra i prati, si arriva alla frazione di Colderù.
L’attuale Chiesa di San Giacomo a Colderù è frutto di una serie di ampliamenti (a sud e ad est), innalzamenti e ristrutturazioni compiuti nell’arco dei secoli e di cui sono ancora distinguibili alcune tracce. Era una delle chiesette più ricche della zona e possedeva un consistente patrimonio.
Nel 1926 venne effettuato un importante restauro, ricordato dalla data posta sulla facciata. Gli affreschi furono restaurati nel 1963, mentre il sagrato fu ristrutturato nel 1992, quando fu anche recuperata un’antica pietra di centuriazione, oggi conservata vicino al muro di cinta.

 

La chiesa conserva affreschi risalenti a periodi diversi, il più antico dei quali è rappresentato da un’ultima cena quattrocentesca.
La restante decorazione appartiene a due fasi distinte e realizzate a distanza di qualche decennio l’una dall’altra.
Le quattro scene della prima fase illustrano il miracolo del pellegrino: un tedesco intraprese con il figlio, un pellegrinaggio al sepolcro dell’apostolo, a Santiago di Compostela, e fermatisi in un’osteria di Tolosa, i due furono ubriacati dall’oste e accusati del furto di un vaso d’argento. Portati da un giudice, furono riconosciuti colpevoli e il più giovane venne impiccato. Il padre proseguì il pellegrinaggio e, al suo ritorno, trovò il figlio appeso alla forca, ma ancora vivo per intercessione di San Giacomo, protettore dei pellegrini. Egli si recò allora dal giudice, per comunicargli la notizia e questi, ridendo, disse.” Tuo figlio è vivo come il pollo che sto mangiando”; allora il pollo balzò dal piatto, a ulteriore testimonianza della potenza del santo e il ragazzo fu liberato. L’ordito compositivo, l’organizzazione figurativa, le prospettive architettoniche, i dettagli decorativi, le scelte cromatiche, rinviano senza difficoltà all’arte dei fratelli Giovanni e Marco da Mel.

 

Negli anni 60 del 500, furono realizzati gli affreschi con gli episodi della vita di San Giacomo Maggiore: San Giacomo che predica in Giudea, che converte il mago Ermogene, San Giacomo condotto davanti ad Erode Agrippa, poi incatenato e condotto al martirio, e la Traslazione del corpo di San Giacomo a Compostela. La frazione di Colderù merita una visita anche durante il periodo natalizio, quando il piccolo borgo si addobba a festa con luminarie e decorazioni artigianali curate dagli abitanti. Durante tutto l’arco dell’anno, il Gruppo Giovani Colderù propone attività di animazione e socialità per bambine, bambini e famiglie.

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