CULTURA

Le ville di Trichiana

Tra dimore storiche e antichi casolari

Nei dintorni del centro di Trichiana si trovano numerose ville, costruite tra il XVI ed il XIX secolo: di dimensioni minori rispetto alle ville palladiane, spesso si caratterizzano anche per elementi di architettura rurale.

 

Le ville, alcune tuttora abitate, sono visibili esternamente, e molte di esse sono racchiuse all’intero del giro delle Ville (2324)
Ubicata nella frazione di Carfagnoi, Villa Piloni (sec.XVII): fu costruita (come quella di Casteldardo) dal nobile Odorico Piloni e attualmente è destinata a casa vacanze. è una costruzione austera dotata di ampio giardino, cui si accede da un’elegante scala in pietra, così come pure in pietra è la scala interna che porta al piano superiore.

Suggestivo il balcone con ringhiera in ferro battuto, con vista sulla Valbelluna e sulle Prealpi Bellunesi. Il giardino di fronte alla villa, ospita concerti e serate letterarie, anche all’interno del festival letterario Trichiana Paese del libro.

 

A Casteldardo si trova Villa Piloni-Federici-Foscolo (sec.XVI); situata in una zona di grande valore storico, in quanto punto di passaggio per chi proveniva dalla trevisana attraverso il passo di San Boldo, e probabilmente vicina ai resti dell’antico castello di Casteldardo, raso al suolo nel 1193 durante la battaglia tra Bellunesi e Trevisani. Sulla facciata a fianco dell’ingresso principale si trova infatti una lapide che fa cenno a questo accadimento, riportando il celebre “ritmo bellunese”, una delle più antiche testimonianze in lingua veneta.

 

Questo documento narra della distruzione del Castello di Mirabello o Castello d’Ardo del 1193 e rappresenta una preziosa testimonianza della storia millenaria della Valbelluna.

 

Nel XVIII secolo è stata ampiamente restaurata, il giardino originario, descritto nel ‘500 dal pittore e miniaturista Cesare Vecellio, subì importanti trasformazioni con il totale riassetto della campagna.

 

L’originale aveva “odoriferi fiori d’ogni sorte, verdeggianti herbe d’ogni stagione, belle stradelle, ben assettati gli arbusti, alti, et eccelsi gli alberi fruttiferi d’ogni qualità di eccellenza singolare”.

 

Alla fine dell’800, come attesta una lapide, Antonio Federici, allora proprietario, decise di avviare un integrale riassetto del verde, affidando il progetto all’ingegner Antonio Caregaro Negrin (1821-1898); furono tracciati nuovi viali, incrementate le colture e venne costruito l’acquedotto per alimentare le fontane e la bassa vasca antistante l’ingresso. Vi si accede da un lungo viale e si compone di un corpo padronale su tre piani. Attualmente è residenza privata.

 

A Frontin si trova Villa Alpago Novello (sec.XVIII): l’edificio è il risultato dell’accorpamento di precedenti altri edifici, ed è stato oggetto di ulteriori integrazioni nei secoli successivi.

 

La villa si sviluppa su tre piani con un tetto a padiglione. Non vi è un vero e proprio ingresso principale, bensì due ingressi laterali e due scale, mentre da sud un percorso delimitato da muri in pietra bassi conduce all’ingresso laterale del cortile.
All’interno, curiosa è la stanza cosiddetta della “Marfisa” in cui sono presenti stampe umoristiche del Settecento.


Durante la Prima Guerra Mondiale, la villa fu saccheggiata e devastata, e numerosi libri di pregio furono spediti in Austria. Attualmente nella villa si trova ancora una notevole biblioteca, frutto del paziente lavoro di recupero di Luigi e Alberto Alpago Novello.

 

Nella frazione di Pialdier è ubicata Villa Montalban (sec.XVIII): costruita inizialmente come edificio a sè, venne poi inglobata con le costruzioni adiacenti del borgo. Si caratterizza per un elegante timpano che è sostenuto da quattro colonne ioniche sporgenti dal muro (lesene) che definiscono tre aperture con il poggiolo a filo della facciata.

 

Salendo, a Sant’Antonio di Tortal si trova Villa Girlesio (sec.XVII): i primi proprietari dell’ Antica Villa Sophie, e per molti anni, furono gli Scarpis, originari di Parma-Piacenza e giunti a Belluno nel 1451.


Nell’Antica Villa, più precisamente nell’ala ovest è visibile lo stemma, fronte strada, attribuito alla famiglia Scarpis, simile a quello della pietra tombale all’esterno della chiesa del paese. Nel XVII secolo subentra la famiglia Girlesio, famiglia di notai e giuristi, il cui stemma figura sul camino della villa.

La villa nel ‘900 fu’ coinvolta nella travagliata storia europea di questo secolo, soprattutto durante la Grande Guerra. Nel 1917, infatti, le truppe austriache occuparono le zone della Valbelluna e in un anno depredarono ville e abitazioni, tra cui Villa Girlesio. Infine nel 1920 la proprietà passa alla famiglia Cortina, che acquistò anche i prati nelle sue vicinanze e vi costruì la stalla e il fienile.

 

Membri celebri di tale famiglia sono Aldo,Mario e Renzo Cortina, fratelli che negli anni ‘50 a Milano raggiunsero il successo nel mondo della cultura e dell’editoria e a cui Trichiana deve il titolo di Paese del Libro.

 

Suggestiva è la “scala del tempo”, la scala interna lungo la quale sono esposti oggetti in uso nelle varie epoche, che narrano idealmente il susseguirsi degli eventi che hanno caratterizzato la villa. Attualmente, è residenza privata e casa vacanze.
Infine in località Villanova sorge Villa Agosti (sec.XIX) attualmente sede del Centro Servizi per l’Anziano,


Sorge su un terreno lievemente in pendenza a fianco del quale scorre il torrente Tuora. Dietro la Villa, in cima a un piccolo colle, sorge un tempietto recentemente ristrutturato. Il giardino, ampio e recintato da un muretto in pietra, conserva alcune piante ornamentali secolari.

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