Anche il territorio di Borgo Valbelluna, e in particolare la frazione di Mel, è stato testimone della barbarie delle deportazioni nazifasciste. Alcuni suoi cittadini furono infatti arrestati e internati in campi di lavoro e di sterminio.
Si tratta di vicende a lungo poco conosciute, riportate alla luce grazie a un accurato lavoro di ricerca archivistica e di raccolta di testimonianze orali condotto dalla studiosa Paola Brunello, in collaborazione con ISBREC e con il supporto del Comune di Borgo Valbelluna.
Da questo percorso di ricerca è nato un progetto della durata di tre anni, che prevede la posa di pietre d’inciampo davanti all’ultima abitazione in cui queste persone vissero in libertà, restituendo loro un nome, una storia e un luogo nella memoria collettiva.
Il progetto artistico delle pietre d’inciampo, o Stolpersteine, nasce in Germania nel 1992, quando l’artista tedesco Gunter Demnig posa a Colonia le prime pietre in memoria dei cittadini rom deportati dalle loro case. Iniziato quasi in sordina, il progetto si è progressivamente diffuso in tutta Europa fino a diventare il più grande monumento diffuso alla memoria delle vittime del nazismo: nell’agosto 2024 risultano posate oltre 107.000 pietre in più di 1.900 comuni europei.
Le pietre d’inciampo hanno dimensioni di 96 × 96 × 100 mm, sono realizzate in cemento e ricoperte da una superficie in ottone. Su ciascuna sono incisi i dati essenziali della persona deportata: nome e cognome, data di nascita, data e luogo della deportazione e, quando noti, data e luogo della morte.
Le pietre sono generalmente tutte uguali e di colore oro; fanno eccezione alcune dedicate ai cittadini vittime del regime franchista in Spagna, che presentano una superficie color argento.
La posa delle pietre d’inciampo a Borgo Valbelluna ha preso avvio il 15 gennaio 2026. In questa data, alla presenza dell’artista Gunter Demnig, di testimoni, dei rappresentanti delle associazioni coinvolte e delle alunne e degli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Mel, sono state collocate le prime quattro pietre nella frazione di Conzago, al civico 70. In questa abitazione vissero Emanuel Mandel, Carlotta Moldovan, Gisella Mandel e Giorgio Gershon Halpern, arrestati il 15 febbraio 1944, internati nel campo di Fossoli, deportati il 22 febbraio 1944 e assassinati nel campo di sterminio di Auschwitz.
L’“inciampo” evocato da queste pietre non è fisico, ma visivo e mentale: invita i passanti a fermarsi, a interrogarsi su quella presenza discreta e a ricordare quanto accaduto in quel luogo e in quella data. In questo modo passato e presente si intrecciano continuamente, così come memoria e attualità.
Gli Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma al tempo stesso discreto, che entra a far parte del tessuto urbano. Essi ricordano come la memoria non possa esaurirsi in momenti commemorativi occasionali, ma debba diventare parte integrante della vita quotidiana e del paesaggio umano e culturale delle nostre comunità.
Borgo Valbelluna
Piazza Papa Luciani, 3
32026 Mel BL
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