CULTURA

Farra: le sue chiesette e il museo del latte

Il nome della frazione Farra deriva certamente dal longobardo “fara”. Le “fare” erano unità sociali e militari molto diffuse in tutta l’area pedemontana bellunese e trevigiana. Siamo lungo l’antica strada che collega Belluno e Feltre, vicino alle rive del Piave.

 

Storicamente il paese è suddiviso in quattro contrade: Pian del Toro, Crosere, Camont e Pradoi. All’interno dell’abitato vi erano originariamente tre chiese, ora ne sono rimaste due.
L’antica chiesa di San Teonisto presenta un edificio inserito tra le abitazioni della frazione, frutto di interventi architettonici che si sono succeduti: questa chiesa, come quella di Sant’Antonio Abate, è attestata già dal 1448. Antica è certamente l’area del presbitero, che sorge sui sedimenti di un precedente edificio. Oggi vi si accede da un ingresso laterale, perché la facciata è nascosta da un portico del primo Seicento che poi venne chiuso. Nel 1917-18 la chiesa fu usata dall’esercito austriaco e fino al 1935 fu adibita a scuola.

 

Tra il 1995 e il ’96, vennero alla luce degli interessanti affreschi: una Madonna con il Bambino in trono tra i santi Teonisto e Tiziano, assegnabile al XVI secolo, e una porzione di un’Ultima Cena riconducibile ai caratteri stilistici di Giovanni da Mel, e quindi databile al primo decennio del Cinquecento.

La Chiesa di Sant’Antonio Abate è invece dedicata ai santi Ermagora e Fortunato, i due protomartiri di Aquileia che sono rappresentati su due tele, piuttosto deteriorate, collocate ai lati dell’altare maggiore. La sua intitolazione a Sant’Antonio, invocato per la protezione degli armenti, risulta particolarmente coerente con questo sito che mantiene ancora caratteri agricoli e pastorali. Ogni anno infatti, nel mese di luglio, si celebra il palio delle contrade (o de le Palote e dei Amòi). Questa festa coincide con la fase della stagione agricola che corrisponde con la fine dei lavori di zappatura dei campi. La palota appunto è un particolare strumento a forma di spatola che veniva utilizzato per pulire le zappe dalla terra. Nello stesso periodo arriva a maturazione una varietà di susino, detto amol, dai colori giallo e rosso.
Attestata già dal 1448, come la vicina chiesa di San Teonisto, la Chiesa di Sant’Antonio fu ribenedetta nel 1544 dopo alcuni lavori di ristrutturazione.

 

La Chiesa era dotata di una sontuosa asta processionale del XVIII secolo, raffigurante la Madonna, l’arcangelo Gabriele, santa Margherita e il drago, circondati da nuvole ed angeli. Ora, dopo un tentativo di furto, si trova presso il museo civico di Belluno.
La facciata della chiesa si caratterizza per la presenza possente del campanile sulla destra e per l’elegante portale che nel 1818-19 andò a sostituire l’originario. Fu infatti inserito un portale seicentesco in marmi policromi, proveniente dalla scomparsa cappella di Sant’Andrea a Mel, con la sua coeva porta in legno che riprende gli stessi elementi decorativi.

 

In visita a Farra, oltre alle due chiesette non potete perdere la visita al Museo del latte. Il museo nasce dalla volontà degli ex soci e dall’associazione CRAL Farrese di conservare una parte della storia rurale e contadina della vallata bellunese, dove, dalla fine del 1800 in poi, in quasi tutte le frazioni, nacquero strutture sociali e cooperative per la lavorazione del latte. La società della latteria di Farra ebbe inizio nel 1891, in una sede in cui non godeva della proprietà e venne spostata nell’attuale sede solamente nel 1907. La latteria rimase in funzione fino al 1973 e successivamente, fino agli anni ’90 svolse solamente il ruolo di raccolta del latte, ma non di trasformazione.

 

All’interno del museo sono stati conservati e restaurati tutti gli strumenti e macchinari in uso all’epoca per la trasformazione dei prodotti caseari, l’archivio storico dei documenti cartacei e una raccolta di stampi per burro tra cui lo stampo della latteria sociale di Saian, località di Farra, che testimonia la presenza di un piccolo caseificio già prima del 1891. Fate visita al museo e alle chiesette in una domenica pomeriggio d’estate, troverete gli abitanti della comunità di Farra ad accogliervi, e se siete fortunati, potrete anche assistere ad una sfida di To’Vegna.

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