Il borgo fluviale di Cesana vanta origini antichissime, testimoniate già dal nome dell’abitato: la radice toponomastica rimanda infatti alla gens Caesia, segno di una presenza romana. Le campagne di scavo condotte in anni recenti hanno riportato alla luce resti di mura romane e importanti tracce di un insediamento sviluppatosi tra l’alto e il basso Medioevo.
L’abitato sorse in una posizione strategica, legata al controllo del traffico di persone e merci lungo il fiume Piave. In questo punto il fiume descrive un’ansa, cambia direzione verso sud, perde quota e attraversa una stretta gola rocciosa in cui le acque accelerano. Caratteristiche oggi poco leggibili, ma ben evidenti prima della costruzione del ponte-diga e del bacino artificiale, che hanno profondamente modificato il paesaggio.
In caso di acque particolarmente agitate, le zattere che trasportavano le merci venivano scaricate a monte della rapida e ricaricate a valle, per evitare la perdita dei carichi. L’importanza del guado è confermata anche dalla presenza di ponti tra Cesana e Busche, documentati dal XIII al XV secolo: l’ultimo è citato in una cronaca veneziana del 1483. Per quasi quattro secoli, in seguito, l’attraversamento avvenne tramite un sistema di traghetti con barche a fondo piatto, adatte anche al trasporto dei carri. Il primo ponte moderno in metallo fu costruito nel 1886, ma venne distrutto durante la Prima guerra mondiale.
Il feudo di Cesana emerge nella documentazione a partire dalla fine del XII secolo, quando il centro del potere era collocato sul colle della Mota, rilievo roccioso che domina il Piave e protegge il borgo dalle piene. Sulla sommità sorgeva un castello, mentre lungo il fiume era attiva una stazione di dazio fluviale, detta muda. I signori di Cesana intrattennero per tutto il Medioevo stretti rapporti di vassallaggio e di affari con la Contea vescovile di Feltre.
La posizione strategica e le entrate derivanti dai dazi resero Cesana oggetto delle mire delle grandi famiglie feudali trevigiane. Tra XII e XIII secolo il borgo fu assoggettato ai Crespignaga-Tempesta, ai da Camino (signori di Zumelle) e ai da Romano (Ezzelini).
Sul finire del XII secolo il feudo si trasformò in Contea, governata da una consorteria di quattro rami familiari autoctoni, noti come da Cesana. Il nome fu mantenuto fino al XV secolo, quando i rami superstiti assunsero i cognomi Colle, De Mozzi e Vergerio. Nel corso del XIV secolo i conti ricevettero più volte l’investitura dai sovrani del Sacro Romano Impero e condivisero il potere con importanti casati filo-imperiali, come gli Scaligeri, i Carraresi e i Visconti. Proprio i Visconti dotarono la Contea di uno Statuto, regolando l’amministrazione della giustizia civile e penale.
Del periodo medievale resta oggi la chiesa cistercense del XII secolo, dedicata a San Bernardo di Chiaravalle, che conserva affreschi dei secoli XIII e XIV.
Nel 1404, dopo il ritiro dei Visconti dal Bellunese, i conti di Cesana si sottomisero spontaneamente alla Repubblica di Venezia. Il doge Michele Steno confermò loro le investiture e il diritto di amministrare la giustizia. A questo periodo risale il Palazzo Pretorio, edificio del XVI secolo decorato con affreschi seicenteschi, ancora oggi simbolo del passato veneziano del borgo.
La Contea di Cesana sopravvisse anche alla caduta della Serenissima, fino a quando Napoleone Bonaparte ne decretò la fine nel 1806. Nei decenni successivi, sotto il Regno d’Italia napoleonico e poi sotto la dominazione asburgica, Cesana fu capoluogo dell’omonimo Comune. Dopo il plebiscito di annessione al Regno d’Italia nel 1866, un regio decreto del 28 marzo 1867 assegnò definitivamente a Lentiai il ruolo di capoluogo.”
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